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Prodotti De.C.O. del Comune di Pont Canavese

DittaIndirizzoProdotti
Roberto PieroPiazza Craveri n.9Paste di meliga, amaretti morbidi, torcettini glaceè
Pasticceria Perotti sncVia Destefanis n.2Le Giuraje, i Baci del Gran Paradiso, il Pandolce del Gran Paradiso
Bruzzese NicodemoVia 4 Maggio n.4Mica, Biciulan, Grissini Stirati
Panificio Ghiglieri sasVia Destefanis n.9Mica, Biciulan, Grissini Stirati
Valsoano Lucia MaritaVia Sant'Anna n.2Mica, Biciulan, Grissini Stirati
Panetteria Croasso sncVia Caviglione n.14Mica, Biciulan, Grissini Stirati

Riferimento delibera Giunta Comunale n. 13 del 30.01.2007


Cos'è la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.)

immagine ingrandita Logo De.C.O. - Denominazione Comunale di Origine (apre in nuova finestra) "Attraverso una semplice delibera comunale il Sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra" così Luigi Veronelli spiegava la De.C.O.
Un'idea nata dal basso per valorizzare quegli immensi giacimenti enogastronomici che racchiude l'Italia. Risorse e ricchezze che appartengono alla terra, al proprio luogo d'origine.
E' il riconoscimento della tipicità di quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di tutela. Una maniera per legare un prodotto alla sua terra, al suo Comune, al luogo dove esso si produce da sempre.
Protagonista di questa "certificazione" di tipicità, che è essenzialmente un mezzo di promozione, è il comune.
Il vero "giacimento" del Paese è costituito infatti dalla grandissima ricchezza di culture, di usi, di tradizioni che si possono incontrare negli oltre ottomila Comuni di ogni parte d'Italia.
Tra i 'giacimenti' più preziosi c'è di sicuro quello dei cibi, dei vini, delle mille e mille specialità della tradizione gastronomica locale. Non esiste posto, in Italia, dove manchi un esempio di questa nostra abitudine alla buona tavola, da sempre conosciuta e apprezzata anche all'estero.
È una richiesta infinita, che chiede soltanto di essere valorizzata, e che può fornire opportunità economiche sorprendenti.
Questo Comune con deliberazione del Consiglio Comunale n. 12 del 25 maggio 2006 ha istituito la De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) per la valorizzazione delle attività e dei prodotti agro - alimentari locali e approvato il relativo regolamento. immagine ingrandita Prodotti Tipici di Pont Canavese (apre in nuova finestra)immagine ingrandita Prodotti Tipici di Pont Canavese (apre in nuova finestra)



Le De.C.O. in Italia

a cura di Paolo Massobrio

  • immagine ingrandita Panettieri e Pasticceri di Pont Canavese (apre in nuova finestra)Il fenomeno delle De.C.O. nasce a seguito della legge dell'8 giugno 1990 n. 142 che consente ai Comuni la facoltà di disciplinare, nell'ambito dei principi sul decentramento amministrativo, la materia della valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali che risultano presenti nelle diverse realtà territoriali.
  • In seguito ed in forza di questa podestà concessa ai Comuni, l'Anci, l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, nel 2000 ha redatto una proposta di legge di iniziativa popolare recante: "Istituzione delle denominazioni comunali di origine per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali".
  • Nel frattempo, giuristi e opinion leader sono intervenuti in merito all'opportunità dei Comuni di legiferare in campo di valorizzazione dei propri prodotti. Citiamo a tale proposto l'articolo di Giuseppe Guarino sul Corriere della Sera del gennaio 2002 e la lunga battaglia intrapresa dal giornalista Luigi Veronelli per la diffusione del fenomeno delle De.C.O. in quanto tale.
  • In sostanza Guarino e Veronelli hanno iniziato a fare riferimento anche alla legge Costituzionale n. 3 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18 ottobre 2001, che delega ai Comuni la podestà di emettere regole in campo agricolo.


I Prodotti

Mica
È una pane ottenuto impastando farina di grano tenero tipo "00", acqua, sale e lievito.
Dopo l'impasto fatto a macchina la lavorazione viene esclusivamente fatta a mano con innumerevoli pieghe impresse alla pasta per farle prendere consistenza.
La pasta viene ulteriormente insaccata, tagliata a rondelle, fatta riposare su legno di larice, appiattita e fatta riposare.
Viene infornata a mano e fatta cuocere in modo da darle una forma bombata dura al tatto con la presenza di grandi bolle nella mollica interna.

Biciulan
È una pane ottenuto impastando farina di grano tenero tipo "00", acqua, sale e lievito.
Dopo l'impasto fatto a macchina la lavorazione viene esclusivamente fatta a mano.
La pasta viene ulteriormente insaccata, tornita a mano del peso approssimativo di gr. 300, fatta riposare e insaccata in modo da darle una forma allungata panciuta nel mezzo e fine sulle punte.
Viene infornata a mano e fatta cuocere in modo che diventi dura al tatto con mollica densa.

Grissini stirati
Vengono confezionati con farina di grano tenero tipo "00", acqua, sale, lievito e malto.
Si differenziano dai più conosciuti "torinesi" per il fatto che sono stirati a mano su griglie di ferro con un diametro inferiore ad 1 cm.
Per l'assenza di grassi o oli i grissini pontesi rimangono fragranti e inalterati nel gusto per parecchie settimane.

Paste di meliga
La ricetta originaria è stata creata alla fine dell'ottocento.
Dopo aver impastato burro, farina di mais, zucchero, farina di frumento, uova e limone, le paste vengono disposte su una latta, usando una siringa di rame stagnato per spingere manualmente l'impasto tramite un pistone, e infornate ad una temperatura di 170 gradi per 20 minuti.
Il risultato è una pasta di meliga che non teme confronti per qualità e fragranza.

Amaretti morbidi
Ingredienti : mandorle dolci pelate e mandorle amare, zucchero e albume.
Le mandorle e lo zucchero si mettono nella raffinatrice e si impastano con l'albume, si arrotondano manualmente e si passano nello zucchero a velo. Dopo l'impasto si dispongono sulla teglia sopra la carta paglia e si fanno cuocere nel forno per circa 20 minuti a 170°.

Torcettini Glaceè
Ingredienti: farina tipo 00, burro, zucchero, lievito e sale.
Si amalgama il tutto e si lascia riposare per circa un'ora. L'impasto viene poi diviso in pezzi che vengono tirati a mano e arrotondati nello zucchero. Si dispongono sulle teglie imburrate e si fanno cuocere per 20 minuti a 200 gradi.
Giuraje
Esse sono realizzate inserendo in una apposita "bacina" di rame le nocciole tostate e pelate. Mentre la bacina ruota e fa rotolare al suo interno le nocciole, viene colato sulle suddette uno speciale sciroppo costituito principalmente da acqua e zucchero. La bacina viene scaldata e di tanto in tanto si spolverizza della farina sulle nocciole. Piano piano le nocciole si ricoprono di uno strato bianco: nascono così i confetti.

Baci del Gran Paradiso
La lavorazione si suddivide in 4 fasi distinte: la realizzazione della crema, della cialda, la farcitura e la copertura di cioccolato, oltre alla fase finale di incarto.
La crema viene fatta cuocere sul gas ed è costituita principalmente da nocciole tritate, cioccolato, liquore (genepy o misto di erbe alpine) e zucchero, mentre la cialda è fatta con bianco d'uovo montato a neve, zucchero, nocciole e mandorle tritate, cacao e vaniglia e viene realizzata con la sac­à-poche e cotta in forno. Successivamente, sempre con la sac-à-poche, si realizza il bacio mettendo la crema fra 2 cialde e lo si immerge in parte nella cioccolata temperata.

Il Pandolce del Gran Paradiso
è un impasto ottenuto facendo sbattere le uova e lo zucchero leggermente riscaldati e aggiungendo successivamente farina, fecola, fumetto di mais e uvetta. Il tutto viene versato negli stampi per la cottura in forno a 250°C. Dopo averli tolti dal forno e smodellati, i Pandolci si lasciano raffreddare. Essi verranno successivamente infornati dopo essere stati bagnati con uno speciale liquore e zuccherati con lo zucchero a velo.

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