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Campagna del Comune Antitransgenico

Il Comune di Pont Canavese con la Delibera N.52/CC/2005 "TERRITORIO COMUNALE LIBERO DA ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE" condivide gli orientamenti in materia di OGM espressi dalla Coldiretti Torino e precisamente:


Il Consiglio Comunale

A Relazione dell'Assessore Costa Raffaele;
Vista la nota prot. 6207 dell'8.08.2005 con la quale la Coldiretti Torino ha proposto a questo Comune di adottare un'apposita deliberazione in ordine alla materia degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM);
Ritenuto condividere gli orientamenti in materia di OGM espressi dalla Coldiretti Torino e precisamente;

  • CHE i Governi dei 15, riuniti nel Consiglio del 13 aprile 1999, hanno invitato la Commissione a "essere in futuro ancora più determinata nel seguire il principio di precauzione" ed il Parlamento europeo ha sottolineato "l'importanza dell'applicazione del principio di precauzione" riaffermando "l'esigenza fondamentale di un approccio precauzionale nell'ambito del See (Spazio economico europeo) alla valutazione delle richieste di commercializzazione degli organismi geneticamente modificati che si intendono inserire nella catena alimentare" (Risoluzione del Comitato parlamentare misto dello Spazio economico europeo, 16 marzo 1999);
  • CHE l'applicazione del principio di precauzione comporta, in sostanza, l'adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un'esatta relazione tra causa ed effetto;
  • CHE lo stesso principio di precauzione è stato considerato elemento fondante della proposta presentata dalla Commissione europea per la revisione in corso della normativa comunitaria sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati;
  • CHE l'introduzione nell'ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all'utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;
  • CHE permangono molte incertezze circa gli effetti delle tecniche di manipolazione genetica degli alimenti sulla salute dell'uomo e sull'ecosistema, in quanto tali effetti sono, al momento, incontrollabili e verificabili solo a lungo termine;
  • CHE il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l'impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l'agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitività per l'agricoltura convenzionale;
  • CHE in ogni caso, il principio di coesistenza, come affermato dalla Raccomandazione della Commissione del 23 luglio 2003, n.2003/556/CE, non è conciliabile con la fissazione di soglie di tolleranza;
  • CHE nei Regolamenti Comunitari è precisato che gli OGM ed i prodotti ottenuti a partire da tali basi genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici;
  • CHE la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all'ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni convenzionali e biologiche, anche in relazione all'irreversibilità delle ricadute sull'ambiente e sull'ecosistema;
  • CHE l'impiego di Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ha determinato nell'opinione pubblica molteplici dubbi e perplessità per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema;
  • CHE l'Italia, in generale ed il territorio provinciale, in particolare, vantano un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell'ingegnerizzazione dei prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;
  • CHE è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l'identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;
  • CHE la riforma della P.A.C. prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell'ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;
  • CHE l'uso di sementi transgeniche rischia di portare ad una crescente uniformità genetica delle colture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive da pochi detentori di brevetti genetici e chimici e con un conseguente infragilimento del sistema produttivo agroalimentare;
  • CHE tale dipendenza è straordinariamente alta nel settore delle sementi dove, di fatto, la quasi totalità dei semi viene prodotta al di fuori del territorio nazionale con relativa perdita di un settore strategico per il nostro Paese;
  • CHE l'utilizzo di sementi modificate, rischia di determinare diversi svantaggi per le imprese agricole che producono con sistemi tradizionali, tra cui la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli, la destagionalizzazione dei consumi e la modificazione nell'utilizzazione dei fattori della produzione all'interno delle aziende agricole con conseguente rischio di diminuzione del fabbisogno di manodopera e possibile esodo rurale;
  • CHE è ancora in corso di approvazione la normativa comunitaria relativa all'impiego di sementi contenenti O.G.M;

Delibera

  • Di dichiarare il territorio comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione, e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all'impatto dell'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all'impatto sui sistemi agrari e naturali e di vietare pertanto le vendite ed il trasporto nel territorio comunale di prodotti contenenti O.G.M.;
  • Di mettere in atto ogni intervento di competenza dell'amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;
  • Di invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) a dichiarare formalmente il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime gare d'appalto di ogni mensa pubblica;
  • Di dichiarare il Comune di Pont Canavese "Comune Antitransgenico" e di pubblicizzare la deliberazione attraverso l'apposizione di tale denominazione nei cartelli d'ingresso e di saluto del Comune e nel sito internet ufficiale.





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