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Chiesa Parrocchiale di San Costanzo (Sec. XIII)

Nel 1879, per decreto del vescovo Riccardi, San Costanzo assurse a chiesa parrocchiale di Pont.
immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Vista Facciata (apre in nuova finestra) Cappella dipendente del castrum Pontis, gli atti di visita di Monsignor Palaino Avogadro ne confermano l'esistenza gia nel 1328, Demolita per vetusta, tu riedificata nel 1642.
La navata principale constava di una serie di colonne in pietra distanti 5,44 mt. l'una dall'altra da asse ad asse che reggevano la volta.
Parallelamente alle colonne si estendevano i muri perimetrali longitudinali distanti 1,63 m. dalle colonne; la lunghezza totale dal presbiterio era di 21,60 mt., 318 mq d'area interna.
Per l'improvviso incremento demografico, il pieveno Don Giacomo Carli ritenne di ampliarla, e si rivolse per il progetto all'architetto Camillo Boggio di San Giorgio, per l'esecuzione materiale al capomastro Bonino Stefano di Pont.
I lavori ebbero inizio il 13 marzo 1890.
La stabilità della volta centrale venne assicurata con archi rampanti invisibili importati su piloni incastrati nei nuovi muri perimetrali; leggere volte di quarto nascondevano questi archi rampanti coprendo ad un tempo le navate laterali.
immagine ingrandita Torre Ferranda - Sede Museo del Territorio (apre in nuova finestra) Venne abbattuto il muro centrale, erigendo in luogo due colonne sull'asse della fila di quelle preesistenti; venne innalzata ex novo una campata di volta e l'orchestra col vestibolo d'ingresso e scale d'accesso.
Una nuova tacciata, in stile medievale, sostituì l'antica; venne ripristinata la finestra centrale a croce mauriziana.
Le colonne laterali furono sostituite da nuove colonne in pietra.
L'omogeneità dei risultato finale induce a credere che la chiesa sia nata secondo quella struttura e con quello stile. Così, è ancora oggi.


Vieni che ti racconto...

immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Vieni che ti racconto... (apre in nuova finestra)
Io sono un "picapere", uno scalpellino che, con gli altri, ha lavorato alla costruzione di questa chiesa utilizzando principalmente le pietre, molte delle quali recuperate proprio dalle torri.

Avete usato le pietre delle torri?
Anche quelle, ma non solo. Quella che vedi è la chiesa rifatta nel 1890 quando il pievano di allora, Don Giacomo Carli, affidò all'architetto Camillo Boggio l'ampliamento e la ristrutturazione dell'edificio sacro, costruito dopo la metà del 1600, non più sufficiente per le esigenze di culto di una popolazione in aumento e non adatta a svolgere le funzioni di parrocchiale che aveva avuto dal 1879. Mancava inoltre una canonica che potesse accogliere degnamente il parroco ed i suoi collaboratori: la stessa venne costruita contemporaneamente alla chiesa: Io però ho lavorato alla costruzione di quella precedente.

Quella costruita dopo la metà del '600?
immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Particolare Colonne Facciata (apre in nuova finestra) Proprio così: ma andiamo con ordine.
Dove sorgeva un castello, dove i nobili avevano delle proprietà, vi era quasi sempre un edificio sacro che poteva essere una chiesa o una semplice cappella. Anche vicino alle torri vi era una chiesetta, fatta erigere dai Conti San Martino e dedicata a S.Costanzo, di cui parla Mon. Palaino Avogadro in un verbale di visita del 1328.

Ma non venne distrutta durante le guerre?
Probabilmente no, anche se non lo sappiamo; la chiesa parrocchiale era allora quella di S.Maria e di S.Costanzo non si hanno notizie fino al 1510 allorché l'Editto vescovile che dichiarava vacante la parrocchia di S. Maria venne affisso al muro della chiesa di S.Costanzo poiché la stessa era priva di porte.

Senza porte? Ma era molto malandata...
Sicuramente molto povera tanto che il visitatore apostolico nel 1585 la definisce "in miseria" e ordina numerosi interventi di restauro; la scarsità di fondi impedisce di effettuare i lavori necessari alla conservazione dell'edificio al punto che, nel 1637, mons. Asinari ne consiglia la ricostruzione. E' allora che entro in gioco io.

immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Portico ingresso (apre in nuova finestra)E per fare che cosa?
La chiesa fu interamente demolita nel 1642 e, tre anni dopo, il parroco Don Gabriele Perino, incaricò della ricostruzione la ditta Antonio Ronco e figli, scalpellini di Lugnacco. L'edificio venne costruito usando la pietra che deve essere tagliata e lavorata ad arte per dare stabilità e sicurezza alla costruzione: parte del materiale necessario venne recuperato da quello crollato con la distruzione delle torri, parte estratto dalla cava esistente proprio accanto alla chiesa. Il mio compito consisteva proprio nello squadrare i blocchi di pietra perché potessero essere accatastati l'uno sull'altro; era un lavoro faticoso e poco salubre perché la polvere della pietra entrava nei polmoni e creava problemi di respirazione, ma era il mio mestiere e lo svolgevo con scrupolo e competenza.

Hai lavorato qui per molti anni?immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Casa Parrocchiale (apre in nuova finestra) Ci vollero una quindicina d'anni per ultimare la costruzione: la chiesa aveva una navata centrale e due piccolissime navate laterali, era completata dalla sacrestia e dal campanile. Al fondo della navata centrale vi era l'altar maggiore in legno; lateralmente si trovavano delle nicchie con le statue dei santi Pietro, Paolo, Costanzo e Sebastiano scolpite nel marmo bianco proveniente dalle cave di Configliè. Queste statue ornano ancora oggi l'altar maggiore in marmo nero che sostituì il precedente verso la metà del 1700. Vi erano quattro altari su ogni parete laterale: uno di questi apparteneva al Comune, altri alle famiglie importanti o alle confraternite; sotto questi altari si trovavano i sepolcreti; due erano pubblici, gli altri privati. La chiesa venne consacrata il 21 settembre del 1660 da Mons. Millieto.

E da allora?
Per molti anni l'edificio non ebbe bisogno di interventi: all'esterno vi era un piccolo cimitero e, davanti alla facciata, sorgevano due olmi circondati da panchette di pietra che erano molto importanti perchè, come descritto negli Statuti di Pont del 1562 "...al sono di campana comme è il solito, avanti ditta gesia e sotto l'olmo soleno congregarsi e tener credenza secondo l'anticho costume..."

Che cosa vuol dire?
Semplicemente che sotto gli olmi si riunivano a discutere gli uomini che dovevano occuparsi dell'amministrazione pubblica ed amministrare la giustizia. Ai tronchi degli olmi venivano appese anche le "grida", così chiamate perché dovevano essere lette ad alta voce alla popolazione in quanto pochi sapevano leggere.
immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Capitelli Portone ingresso (apre in nuova finestra)
E il campanile?
Quello che vedi è stato costruito nel 1828, come ricorda la lapide posta alla base; una delle campane é di proprietà del Comune; per molti anni i suoi rintocchi hanno chiamato i bambini a scuola. Guarda piuttosto la casa parrocchiale...

Perché tutti quei merli?
Quando Don Carli affidò all'arch. Boggio il compito di progettarla la torre era ancora "merlata" o meglio sembrava tale perché la parte superiore era andata distrutta: L'architetto per inserire la canonica nell'ambiente pensò di arricchirla con una cinta di merli, quelli che puoi vedere. Come ti ho già detto il complesso che vedi fu costruito nel 1890; i lavori furono eseguiti dal capomastro Bonino Stefano di Pont coadiuvato da Pietro Magnetto, dipendente della locale Manifattura che si occupò di puntellare la parte di edificio che era da conservare. L'opera fu completata in poco più di un anno di lavoro e consacrata da Mons. Richelmy nel 1892. Entriamo per ammirare l'interno.

E' molto grande!
immagine ingrandita Parrocchiale di San Costanzo - Capitelli Portone ingresso (apre in nuova finestra) Effettivamente è spaziosa e luminosa per le ampie vetrate in alabastro.
L'altare in marmo nero è illuminato dal mosaico dorato della nicchia che contiene il Crocifisso in bronzo opera del prof. Gaetano Cellini di Torino.
Creano un piacevole contrasto le statue in marmo bianco e gli angeli in stucco posti sulle pareti laterali del presbiterio. Gli altri altari laterali sono barocchi; alcune tele, come quella dell'Angelo custode che sovrasta l'altare del Comune, risalgono al 1600; altre sono più recenti.
Dal 1972 è stato predisposto l'altare rivolto al popolo che si è ben inserito nel presbiterio: in occasione di celebrazioni solenni e nelle festività è possibile ammirare alcuni splendidi controaltari finemente ricamati su seta, dono delle operaie e delle maestranze della Manifattura.



Tratto da:
"Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)

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