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Via Caviglione

immagine ingrandita Via Caviglione - Portici Palazzo Borgarello (apre in nuova finestra)L'antica Via del Commercio è l'originaria contrada maestra di Pont: munita di pietre lavorate ad uso di rotaje per un solo carro, stante la strettezza di essa, è fiancheggiata da portici di particolare costruzione: una proiezione rigorosa e continua, seppur volutamente tortuosa, al tine di arginare gli effetti del soffio impetuoso della bisa, ed interrotta, soltanto da uno spiazzo, in cui, un tempo, era ubicato un convento francescano, ed ove, ora, si erge, invece, la chiesa di San Francesco, edificata nel 1594.
Il "padre" della Chiesa sarebbe un certo Orsino Paniero.
All'interno della Chiesa un dipinto ricorda il pontese Beato Giovanni Battista Bonatto.
Il portico nacque intorno al '400, per proteggere la bottega dalle intemperie e per permettere l'esposizione delle merci sulla pubblica via.
immagine ingrandita Via Caviglione - Portici Accessorio in Ferro (apre in nuova finestra) Fra un portico e l'altro sussistono ancor oggi delle botole, attraverso le quali si accede alle cantine sottostanti.
Fra le abitazioni una, tuttora, si discerne per mirabile bellezza: Palazzo Borgarello.
Austero e composto, con i suoi archi leggermente ogivali dipinti nell'intradosso, venne decorato in terracotta di Castellamonte e in ferro battuto, intorno al 1930.
In via Caviglione nacque il 27 agosto 1872 il tilosoto Piero Martinetti, scomparso a Spineto di Castellamonte il 22 marzo 1943.
Una lapide commemorativa, apposta alla presenza del senatore a vita Norberto Bobbio, nel portico corrispondente alla sua abitazione, lo ricorda. La via "regina" riacquisisce l'antica sovranità in occasione della Mostra dell'artigianato.


Vieni che ti racconto...

immagine ingrandita Via Caviglione - Antica lavorazione del rame (apre in nuova finestra)Che cosa fai?
Sto battendo un paiolo di rame. Una volta in questa strada c'erano molti artigiani. Si lavorava il rame, il ferro, si filava e si tesseva. C'erano anche tante botteghe dove si vendevano i formaggi locali, il burro, il pane, le farine ed altri prodotti che provenivano dalle Valli.

Questa strada come si chiama?
Oggi si chiama via Caviglione. E' la vecchia via Maestra, cioè la strada principale che arrivava da Cuorgné e saliva verso la Valle Orco. Se tu guardi subito dopo Palazzo Borgarello è rimasta una pietra miliare che indica la distanza da Torino. Sotto questi portici si svolgeva il mercato e tutti i commerci. Fu per questo che in seguito fu chiamata Via del Commercio.

immagine ingrandita Via Caviglione - Finestre a bifora (apre in nuova finestra)Qual è Palazzo Borgarello?
E' quella costruzione che vedi a sinistra. L'edificio è medievale come tutti quelli che si affacciano su questa strada. Le decorazioni delle facciate risalgono invece ad un periodo più recente e sono in terracotta di Castellamonte. Guarda come sono belle quelle finestre a bifora. Ti ho detto che si lavorava il ferro: guarda quei balconcini di fronte al palazzo!

Perché ci sono i portici?
I portici sono tipici dell'architettura medioevale. Le case e le botteghe erano piccole e buie: questi spazi coperti erano molto utili per esporre le proprie merci. Lungo i portici troverai dei sedili in pietra che venivano usati per esporre i prodotti agricoli e, su alcuni pilastri, delle sporgenze chiamate "pose" che servivano alle donne per caricare sulla testa e sulle spalle le loro ceste.

immagine ingrandita Via Caviglione - Portici Palazzo Borgarello (apre in nuova finestra)Ma tu tutte queste cose come fai a saperle?
Le so perché amo il mio paese e conosco la sua storia. E ti dico anche questo: andando avanti per questa strada al n. 47 troverai una targa che ricorda un cittadino illustre di Pont: Piero Martinetti.

E chi è?
Era un filosofo, professore all'università, che in epoca fascista ha rinunciato al lavoro e alla carriera per non tradire le sue idee. Pont gli ha intitolato la Scuola Media. Se torni suoi tuoi passi, incontri una piazzetta su cui si affaccia una chiesa; è quella di San Francesco. Entra a visitarla: la sua storia si intreccia con quella del borgo della Consolata in cui ti trovi e di cui rimane un affresco sulla facciata della casa che segna l'inizio di questi portici. Buona visita.



Tratto da:
"Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)


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