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Museo della Plastica "Sandretto"

immagine ingrandita Museo della Plastica Sandretto (apre in nuova finestra) Il museo di archeologia industriale Sandretto è ospitato nella palazzina di rappresentanza in stile liberty dello stabilimento Sandretto.
Consta di oltre 2500 pezzi.
L'atrio del Museo, al piano terra, assurge ad io narrante delle vicende storiche di Pont, tra i primi centri industriali in Italia a recepire i programmi della rivoluzione industriale.
Nel ballatoio, che precede la rampa di scale, è stata allocata una delle prime presse per lo stampaggio di materie termoplastiche costruita dalla Sandretto nei primi anni '50.
Al primo piano, i pannelli fotogratici affissi alle pareti delle diverse sale ripercorrono in tappe la storia industriale delle materie plastiche: dalle originarie macchine per la loro lavorazione ai primi stabilimenti.
immagine ingrandita Museo della Plastica Sandretto - Telefono (apre in nuova finestra) In altre immagini ne sono invece raffigurati i protagonisti, che, partendo da dati rigorosamente scientifici, e sorretti da un eccezionale intuito, hanno apportato alla civiltà tecnologica un impulso straordinario: Alenander Parkes, inventore della parkesine, John W. Hyatt, che per primo produsse la celluloide, Leo H. Baecheland, creatore della bakelite, Wallace H. Carothers, artefice del nylon, Giulio Natta, il premio Nobel italiano per la chimica, che concepì la tormula del poli- propilene.
Nelle ultime due sale altre illustrazioni, riferentesi alle più evolute applicazioni delle materie plastiche, concludono oltre un secolo di storia industriale.
Nelle sette sale del museo sono esposti i primi manufatti realizzati con materiali plastici artificiali e sintetici, dagli ultimi anni del XIX secolo tino alle soglie del terzo millennio.


Vieni che ti racconto...

Una fabbrica... direi che qui non c'è nulla che mi possa interessare: andiamo oltre.
Perché pensi che in una fabbrica non ci sia niente di interessante? E' in luoghi come questo che vengono costruiti tutti gli oggetti che usi quotidianamente! Se hai un po' di pazienza ti racconterò come è nato un materiale utilissimo (se ben adoperato!).

Mi hai convinto! Ma prima dimmi dove siamo!
Siamo nella fbbrica Sandretto in cui è inserito il Museo delle materie plastiche.

immagine ingrandita Museo della Plastica Sandretto (apre in nuova finestra)E che cosa ha di speciale la plastica?
Devi sapere che la plastica è stata definita da qualcuno come "il materiale che la natura ha dimenticato di creare" e qui puoi vedere l'evoluzione e l'importanza che ha nella nostra civiltà. Il primo museo italiano dedicato alla plastica è nato dalla volontà di Gilberto Sandretto che, durante i suoi viaggi, ha raccolto testimonianze dal mondo intero.

Ma io conosco già tantissimi oggetti di plastica: li uso tutti i giorni!
Certamente ma ti sei mai chiesto come fossero i primi oggetti? Guarda quella imbarcazione, è un prototipo in plastica ed è il manufatto più antico del Museo.

La plastica è plastica! Che differenza c'è?
Seguimi nella prima sala e ti svelerò un segreto: agli inizi si utilizzava una miscela di nitrocellulosa, canfora e coloranti che può essere considerata l'antenata della plastica, è con questo "impasto" che hanno prodotto astucci, portaciprie, scatole e rasoi che vedi in quella bacheca.

Leggendo un libro ho letto la parola bachelite: che cos'è?
Diciamo che è con la scoperta della bachelite (intorno agli anni 50) che si identifica l'inizio dell'era della plastica. E' in quegli anni che compaiono le prime radio, gli orologi, gli spremiagrumi e "i nonni" dei giocattoli.

Ma anche le calze delle donne allora sono fatte di plastica?
Più precisamente in nylon che in linguaggio scientifico è definito poliammide.

immagine ingrandita Museo della Plastica Sandretto - Interno (apre in nuova finestra)
L'Italia è stata protagonista di questa evoluzione?
Senza dubbio. Prima grazie a Giulio Natta che migliorò il processo di creazione del moplen. Nell'ultima sala potrai vedere la mascherina della Fiat Ritmo prodotta, in questa fabbrica, in un unico blocco.


Certo che la plastica è proprio utile, non pensavo fosse così antica!
Antica e utilissima ma, come è più volte evidenziato, non viene "assorbita" dalla natura. Ricorda quindi di non disperderla nei prati e nei boschi!!!
Se vuoi fare però un viaggio più approfondito cerca in:

Tratto da:
"Sui Sentieri della Val Soana - Itinerari alla scoperta della Storia e della Cultura Alpina" Autori vari - Edizioni CDA (Torino)

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